Risotto alle albicocche secche, vellutata di tartufo e mortadella – La ricetta.

L’ultima cena a casa con la tua migliore amica, quella che vive dall’altra parte del mondo e che tra poco ripartirà.

Cosa cucinarle di buono?

Certamente un risotto, lei adora i risotti. E sicuramente qualcosa col tartufo, lei è un’accanita divoratrice di tuber magnatum. Dinnanzi all’istintivo ‘lei è un’amica da trifola‘ mi son censurata da sola… La faccenda mi sembrava sconveniente e pure un tantino fuorviante. Il marito, sentitamente, ringrazia.

Comunque, veniamo a noi.

Ora ti racconterò di questo piatto, che è una di quelle cose che corrono sul sottilissimo filo del “buonissimo” versus “possibile cagata immane”. Devo dire che a me è piaciuto… e l’amica, ancora viva, si è appena imbarcata sul volo di rientro. Pare sia incolume.

Giacché il test sembra superato, ecco come puoi farlo anche tu:

In primis prepara il BRODO VEGETALE facendolo bollire per almeno 20/30 minuti, più lo lasci sul fuoco e più diventerà gustoso.
1 cipolla dorata intera
2 carote sbucciate e tagliate a metà
un pezzetto da 10 cm di gambo di sedano
1 litro di acqua
sale qb

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ALTRI INGREDIENTI

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2 albicocche secche a persona tagliate a dadini piccoli
1 fetta di mortadella (tagliata sottile) a persona
100 g di riso carnaroli a persona. Questa volta ho usato quello di Riserva San Massimo 
1 cucchiaino di vellutata al tartufo bianco ogni 2 persone. Io ho usato quella di San Pietro a Pettine, comprata a Golosaria.
olio evo
burro freddissimo per mantecare (nella proporzione del 10% rispetto al peso del riso: 10 grammi di burro per ogni 100 g di riso)
vino bianco
1 cucchiaio di Parmigiano Reggiano
una spolverata di pepe nero

Prima che ti venga il dubbio ci tengo a dire che questo non è un post sponsorizzato. Quando trovo prodotti degni di nota mi piace condividerli col prossimo, come fosse una sbirciata nella mia dispensa. Ecco.

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Risotto alle albicocche secche, vellutata di tartufo e mortadella – La ricetta

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PREPARAZIONE

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Per prima cosa versa due cucchiai di olio extra vergine di oliva in una casseruola di grande diametro e procedi alla TOSTATURA DEL RISO, mescolandolo continuamente col cucchiaio di legno.

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Nel risotto questo è un passaggio fondamentale perché serve a eliminarne l’umidità residua e a chiudere i pori di ciascun chicco aumentandone la tenuta in cottura. Come accorgersi che la tostatura è fatta?
I chicchi di riso dovranno avere un aspetto traslucido, quasi trasparente e chinandoti sulla casseruola dovrai sentirne il tipico profumo. Se hai un animo temerario, dopo qualche minuto, puoi verificare la tostatura,  stringendo nel palmo qualche chicco: se è ben caldo, è fatta! Se, invece, la mano non si aprirà più, avrai sperimentato una nuova tecnica di tatuaggio a caldo con sbruciacchiatura immonda del chicco. In questo caso dovrai ricominciare da capo, e con una mano sola.
Se, invece, ti senti dotato di un buon orecchio musicale, il riso, puoi pure ascoltarlo: quando i chicchi urtando la superficie della casseruola passeranno da un rumore “sabbioso” a uno metallico, la tostatura sarà completa. E tu potrai pure intonare un ‘Nessun dorma’ come fossi Pavarotti.

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Quando il riso sarà tostato sfumalo con un po’ di vino bianco (serve a dare un tocco di acidità al piatto) e fai evaporare ben bene l’alcol mescolando in continuazione il riso.
Versa nella casseruola le albicocche e un mestolo di brodo bollente continuando a rabboccare col liquido fino a cottura (al dente) del riso.
A questo punto giungerai a un altro momento topico e fondamentale: la MANTECATURA.
Togli la casseruola dal fuoco, aggiungi burro e parmigiano, copri la casseruola con un coperchio e lascia riposare almeno 3/4 minuti. Quindi scopri la casseruola e mescola con cura per dare omogeneità al risotto. Se i liquidi saranno stati assorbiti troppo, aggiungi ancora un po’ di brodo e poi mescola bene e versandoci anche la vellutata di tartufo e  il pepe nero.

Volendo, si può sostituire la sfumatura al vino bianco iniziale con una crema ottenuta facendo scaldare un po’ di aceto bianco stemperato con del vino, al cui interno sarà fatto sciogliere il burro che sarà incorporata al risotto in fase di mantecatura.

Adagia il riso sul piatto, batti il palmo sul fondo del piatto – come fossi uno chef – e infine adagia una fetta di mortadella tagliata sottilissima sulla superficie del risotto.

.Ricetta - Risotto alle albicocche secche, vellutata di tartufo e mortadella

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Quando sento la mia amichetta esordire con un “Basta, la pancia mi tira” rido sempre un sacco. Ma temo che la colpa, più che del risotto, sia stata dell’intero salame che ci siam mangiate come antipasto tra una chiacchiera e l’altra. E, in fin dei conti, potrebbe pure essere interpretato come un palese tentativo di zavorrarla per bene per non farla ripartire!

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