La mia CINA: sorrisi e idiosincrasie

Volo di rientro.
Rimugino, rifletto e mugugno tra me e me.

D’altronde è notte, tutti dormono, ma non io.
Ho visto “Via col vento” in lingua originale, giocato a poker Texas hold’em, contato pecore, capre e pure buoi, mi sono più volte reidratata abusivamente con la crema al muschio bianco di Bulgari nella toilette della prima classe, ma nulla.

Non dormo. Così cerco almeno di tirare le somme generali dell’esperienza.

Ecco quello che ha imparato da questo viaggio, il lato ironico della Cina:

 

  •  Lo sport nazionale dei cinesi non  è il ping pong, ma il POGO!! Se sei un turista occidentale tra centinaia di turisti cinesi attrezzati a dovere (gomito appuntito) o armati di pazienza.

 

football

 

  • Se non hai le New Balance e i gambaletti corti color carne, anche con gli shorts, non sei nessuno. Almeno in Cina.

 

  • Occhio alle fregature. In Cina anche le banche riescono a rifilarti banconote false (è successo allo sportello ATM della filiale 0599 della Industrial  and Commercial Bank of China a Pechino). Ecco, dopo averli ufficialmente sputtanati sul web, posso ritenermi ripagata dei 40 € che mi han fatto gettare al vento. Hai idea di quanti spiedini ne sarebbero usciti?!?

 

  • Contratta, contratta e ancora contratta. Rispetto al primo prezzo indicato, puoi arrivare a ridurre il budget anche del 70%.

 

  • Se invece qualcosa ti piace tantissimo, non fare il taccagno oppure te ne tornerai in Italia con la voglia di flagellarti per non aver comprato quella data cosa (io sto ancora sbattendo la testa sul muro per una bellissima statuetta in bronzo che ho lasciato là convinta di vedermi inseguita dal negoziante con l’accettazione del prezzo. Ahhhrrrg).

 

  • Puoi tranquillamente evitare i taxi e muoverti coi mezzi pubblici, le infrastrutture sono economiche e molto valide. Inoltre, se siete in due e pesate più di 120 kg complessivi sappiate che non riuscirete mai a farci stare entrambi i sederi su un Tuk Tuk Taxi.

 

Tuk Tuk Taxi

 

  • Il codice della strada, questo sconosciuto. Non fare mai affidamento sul fatto di attraversare sulle strisce pedonali o col semaforo verde, anche nelle grandi città, o rischierai di assumere la forma di un pancake! La regola è: più sei grosso prima passi. Prova a indovinare il verdetto del binomio camion versus homo sapiens..

 

  • I clacson… ahhhh i clacson..

 

  • Se c’è qualcosa che vuoi comunicare, assicurati di averla scritta in cinese, sono in pochissimi a parlare inglese. L’ordine di priorità è: cinese -> gesti -> inglese

 

  • Se devi prendere l’areo non portare mai con te il tuo accendino preferito. Quello tutto azzurro con l’éclair.. Se per salvarlo decidi di imbarcarlo, ti faranno disfare tutto il bagaglio per gettarlo via. Inoltre non farti venire in mente di comprare un coltello cinese da cucina, dovrai gettare pure quello.

 

  • Lo scatarro è un’arte. Capirai che è possibile produrli anche con triplo carpiato avvitato.

 

  • Il regime socialista ha fatto in modo di far scomparire qualunque tradizione. E ci sono in buona parte riusciti: ciò che ne è rimasto  sembra spesso artificioso e costruito a regola per i visitatori.

 

  • Che ci sia il sole, la pioggia, che siano in motorino o al mare di una cosa le cinesi non faranno mai a meno: l’ombrello. Mantieni sempre una certa distanza di sicurezza dalle donnine con l’ombrello, il concetto dell’esistenza dell’altro non rientra esattamente nell’elenco delle cose contemplate. Non è cattiveria, è un problema che non si pone proprio, e tu ti ritroverai cieco.

 

E IL CIBO?

Preparati a fare colazione con la ‘pastina in brodo’. E scordati i dolciumi, degni di nota sono solo i biscotti  alla marmellata di rose tipici del Sud. E non portarli nemmeno come gift, sono sopravvissuti alle pompe idrovore del mio ufficio. E questo qualcosa vorrà pur dire!

Se vuoi vivere le usanze locali, mangia nei ‘baracchini’ che trovi per strada. Troverai spiedini di tutti i tipi, tofu alla piastra, dumplings, molluschi alla griglia, hot pot, noodles, Xizhou Baba, zuppe varie. Ma ricordati di portare con te un disinfettante intestinale, non si sa mai.. Se lo dimentichi, la medicina cinese (io l’ho provata) è una vera bomba!! Della serie: se vuoi fare il figo mangia lo street food eroico e pi comportati da eroe.

Non puoi davvero passare da Pechino senza farti una bella dose di anatra alla pechinese, io me la sono gustata da Li Qun Roast Duck Restaurant. Immancabile un’indigestione di  ravioli al vapore, io da Dou Yi Chu Shaomai e lo Shandong pancake che trovi in Shatan Back Street, Dongcheng District.

 Chinese Street Food

 

Bellissimo davvero veder fare a mano i noodles in negozietti lungo le strade dei piccoli paesini con attrezzature cigolanti che vagamente ricordano il ciclostile ma che deduco essere le loro sfogliatrici.

Chinese Street Food

 

E ancor più bello è affondare le fauci negli Xizhou Baba fatti al momento! Ne mangerei uno pure adesso! Meritano davvero 😀

 

Chinese Street Food

 

Bellissimo poi non perdersi, poi, nei mercati locali.. No, ‘robe troppo strane’ non le ho viste e la menzione d’onore va ai funghi di montagna essicati e al tè dello Yunnan.

Chinese Street Food

 

Una cosa irrinunciabile: fatti guidare nel magico mondo della cerimonia del tè. In un attimo potrai assaporare secoli di tradizione cinese!

Sto rileggendo il post… ronnnnnnnnnnnnffffff

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